a cura di Antonio Natale Rossi, presidenza Federazione Unitaria Italiana Scrittori
Creare un periodico (di specie sindacale) quale CANTIERE MEDITERRANEO, dedicato all’area politico-culturale del Mediterraneo, è un compito superiore alle forze che può mettere in campo un’organizzazione di categoria che si occupa di scrittori, scrittrici, artiste e artisti. Purtuttavia, si tratta di sopperire, senza presunzione esaustiva, ad un’assenza grave di cultura e d’arte, sia alla scoperta e al rinvenimento della presenza peculiare dell’espressione italiana in quei paesi, sia per accogliere le forme e manifestazioni della produzione delle opere dell’ingegno degli scrittori e degli artisti di quell’area.
Mediterraneo è un fronte aperto –scrive Paolo Giordano sul Corriere della Sera (28.8.2025) – Per collocazione geografica, più vicino e personale per l’Italia di qualunque altro. Manca tuttavia uno strumento di comunicazione che presenti i prodotti dell’ingegno dei continenti che afferiscono al Mediterraneo; uno veicolo, cioè, che sia occasione di informazione, di riflessione articolata e di qualità, con punti di vista di vario sentimento. Un’occasione di proposta e di lettura critica come quella che, a titolo di esempio e di prospettico programma, viene presentata fin da questo primo numero: quasi un annuncio dei problemi dei rapporti dell’Occidente, sui temi dell’Oriente, senza chiusure, senza muri e senza confini. Dell’umanità contemporanea, a dir di più, in un’area ricchissima e doviziosa culturalmente, cominciando a valutare dall’essere culla delle tre grandi religioni dell’Occidente; cristiana, ebraica, musulmana. Non solo, anche con popoli oppressi da retaggi colonialisti e ancora sofferenti, che riflettono e si riflettano.
Per l’Italia, il Mediterraneo è soggetto, ancora oggi, pressoché inesistente alla riflessione, al punto da far ritenere che si tratti di un continente nuovo, dell’umanità con qualifica speciale divenuta del continente/salvagente, a valutare dai flussi migratori e dal fondo del mare che lo determina..
Il “CANTIERE” del Mediterraneo è partecipato – geograficamente – da 24 nazioni, facenti parte di tre continenti: alcuni paesi sono europei (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Monaco, Montenegro), altri africani (Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia), altri ancora asiatici (Israele, Libano, Siria, Turchia). La popolazione complessiva è di 456.886.229 milioni di persone, più o meno come l’Unione Europea.
Gli idiomi o lingue madri, a volte solo parlate, sono forse più di cento.
La presenza italiana in questi paesi è affidata alle Ambasciate e per quanto riguarda la cultura ad un numero ridotto di 14 istituti di cultura con cui “Cantiere Mediterraneo” intenterà avviare interlocuzioni e rapporti, onde incrementare informazioni da e per rispettare la missione di perseguire un’umanità profonda.
Utile sarà anche andare alla scoperta di quali siano i rapporti dell’Unione Europea con un eventuale UNIONE DEI PAESI DEL MEDITERRANEO, (istituzione che non c’è), quali siano le relazioni con gli Stati Uniti d’America (U.S.A.), e quelle con la Cina e con l’India.
Comunque sia, il deserto non è dominante. Accanto a qualche sporadico autore, generalmente di romanzo, (come Tahar Ben Jalloun (marocchino che scrive in francese con lingua madre darija) che può essere riconosciuto come appartenente all’area del Mediterraneo, che l’editoria occidentale diffonde non solo in Italia; esiste in area meridionale italiana il Premio Cultura Mediterranea, che è giunto alla XIX edizione, istituito a Cosenza da Mario Bozzo che ne è l’attuale presidente e che ha in corso la sua ultima edizione proprio nel 2025. Ed è di buon auspicio la recente pubblicazione del romanzo Il passo falso di Mathieu Berlezi (tradotto dal francese da Emma Baiocchi) dedicato a Emma Picard una vedova che ha destinato la vita alla sua terra algerina.
Anche Cantiere Mediterraneo persegue una analoga prospettiva: trattare temi e argomenti di una umanità profonda, di cui anche questo numero d’avvio è esempio.
La F.U.I.S. rivolge un grazie di attenzione al prof. Nicola Bottiglieri che si è assunto
la direzione di “Cantiere Mediterraneo” e gli formula gli auguri perché questo
periodico diventi elevata occasione di relazioni tra le culture mediterranee caratterizzate da scarsa consuetudine.


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